Amadeus
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Vienna, 1781. Wolfgang Amadeus Mozart, un musicista rozzo e sfacciato, ma dotato di un talento assolutamente unico, conquista il favore dell’Imperatore Giuseppe II grazie alla sua musica sublime; ma il clamoroso successo del giovane Mozart provoca la terribile invidia del compositore di corte, Antonio Salieri, il quale ricorrerà ad ogni mezzo pur di liberarsi per sempre del suo rivale.
La storia di Wolfgang Amadeus Mozart: nato a Salisburgo nel 1756, scrisse la sua prima melodia a quattro anni e la sua prima opera a dodici; morì nel 1791, a soli 35 anni, in circostanze ancora misteriose, e il suo corpo venne seppellito in una fossa comune. Nell’arco di un secolo, sarebbe diventato il più celebre compositore di tutti i tempi. Amadeus, il grandioso capolavoro diretto nel 1984 dal regista ceco Milos Forman (Qualcuno volò sul nido del cuculo), non si pone l’obiettivo di raccontare una semplice biografia di questo leggendario personaggio, né tantomeno quello di ricostruire con intento documentaristico gli ultimi anni della sua vita. Al contrario, il film prende spunto dagli oscuri retroscena legati alla morte di Mozart per delineare un indimenticabile ritratto dell’uomo che con la sua musica seppe incantare il mondo intero e del suo acerrimo avversario, Antonio Salieri, affascinato ed al tempo stesso infuriato di fronte all’inarrivabile talento del suo giovane collega.
Ambientato nel sontuoso scenario della Vienna imperiale di fine Settecento, splendidamente ricostruita a Praga attraverso le scenografie di Patrizia von Brandenstein, il film è tratto dall’omonimo, fortunatissimo dramma teatrale di Peter Shaffer, che ha curato anche l’adattamento per la versione cinematografica di Forman. L’intera vicenda è ricostruita in flashback tramite il racconto del maestro Salieri, ormai anziano e succube della propria follia, che dalla cella del manicomio nel quale è rinchiuso rievoca gli eventi di un passato che non ha mai cessato di tormentarlo. Straordinarie le prove dei due protagonisti: l’istrionico Tom Hulce nella parte di Mozart, un ragazzo sgraziato e volgare, il quale però è capace di creare dal nulla una musica meravigliosa, “la voce di Dio”; ed il fenomenale F. Murray Abraham, premiato con l’Oscar e il Golden Globe come miglior attore, che regala una superba interpretazione nel ruolo del maestro Antonio Salieri, ossessionato dalla coscienza della propria inesorabile mediocrità di fronte al genio del suo rivale e pronto a dichiarare guerra perfino a Dio, spinto da un feroce desiderio di vendetta. Ed è appunto dall’insanabile contrasto fra questi due personaggi opposti e complementari che nascono alcune delle scene più memorabili del film, come il drammatico finale in cui Mozart, sul letto di morte, detta a Salieri le note della Messa da Requiem, destinata purtroppo a rimanere incompiuta. Fra i momenti da ricordare, meritano di essere citate inoltre le spettacolari rappresentazioni delle più famose opere teatrali di Mozart, da Le nozze di Figaro a Il flauto magico al Don Giovanni.
Accolto dal consenso entusiastico della critica e del pubblico, e vincitore di otto premi Oscar (miglior film, regia, attore, sceneggiatura, scenografia, costumi, sonoro e trucco) e di quattro Golden Globe, Amadeus è una pellicola intensa ed emozionante in cui ogni elemento, dalla perfetta ricostruzione formale alla magistrale regia di Forman, dalle eccellenti performance degli attori all’uso sapiente delle sinfonie di Mozart all’interno della narrazione, contribuisce a dar vita ad un magnifico connubio di musica e magia, di cinema ed arte. Nel 2002 è uscita nelle sale (e in seguito in dvd) una nuova versione del film della durata di quasi tre ore, con l’inclusione di alcune scene inedite assenti dall’edizione originale.